In un periodo in cui arrivano super tablet, super phone non poteva mancare il Supersocialnetwork!:)
Mentre molti ancora si chiedono “Che fine abbia fatto Google Wawe?”: resterà un beta, si evolverà?
Dopo un rumore pazzesco creato fra tutti gli heavy user del globo, Wawe viene scalzato dall’annuncio di Google Buzz il social hub che andrà a raccordare tuttii tools di Google e i principali social network.
Bene, eadesso scatterà la caccia all’invito come per wawe?!
Pronti all’ assalto !
Martedì scorso ho avuto l’occasione di confrontarmi in aula con gli studenti del Politecnico. Grazie all’invito di Sissi Semprini io e Cecilia abbiamo partecipato ad una lezione del master in Brand Communication che si tiene al Polidesign di Milano.
Ho deciso senza esitare che avrei presentato un How To. Ricordo bene che quando a frequantare i master post laurea (ben 2!) ero io,dopo ore ed ore d’aula, ero ansiosa di incotrare persone che svolgevano in concreto quello che per me era solo teoria.
Ascoltare il racconto di case study di successo, proferito da chi le aveva poste in essere, era un pò come respirare l’aria del mondo dei creativi, delle agenzie, della campagne pubblicitarie che da sempre mi hanno affascinato.
Bene non proprio sicura di infondere lo stesso trasporto negli studenti, ho preparato la mia presentazione, easy,morbida e il più semplice possibile.
Ho sempre pensato che la formazione, debba divertire,incuriosire e stimolare chi ascolta. La curiosità è un bene prezioso che va nutrito: se non fossi stata curiosa mi sarei fermata alla laurea in giurisprudenza!
Anyway ecco la mi presentazione che per ovvie ragioni, ho dovuto ripulire dalle case history che ho presentao ai ragazzi.
La lezione si è svolta in modo fluido.
Ha aperto Sissi che ha fatto un excursus interessantissimo sullePR (RP anzi!) come sono nate,come si sono evolute e come sono cambiati gli scenari.
Sissi ha poi dato alcuni tips che un buon PR non può ignorare.
Subito dopo Cecilia ha illustrato come si è evoluto lo scenaio, come sono cambiate le richieste delle aziende e cosa si aspettano le aziende dalle Pr digitali.
Ecco la sua presentazione.
Poi sono arrivata io che ho chiuso mostrando ai ragazzi cosa succede nella pratica,come si construisce un progetto di comunicazione digitale,quali sono i fattori fondamentali e come si inseriscono nel flusso del processo creativo e strategico.
Una bellissima esperienza, fare lezione in aula è una emozione forte.
Avere tutti quegli occhi puntati addoso, e rivedersi in quelle facce, alcune attente,altre sognati, altre annoiate…bello!
Rispetto alla Flip cam è di certo più voluminosa,ma questo non è sempre un minus: il volume rende l’oggetto più reperibile all’interno della mia borsa-bazar,mentre dal punto di vista tecnico rende possibile disporre di uno schermo più grande quindi più comoda.
Certo nella Flip cam cromata ti puoi specchiare, dettaglio non trascurabile per una geek girl
Ma la batteria della Zi8 dura di più.
Nella Zi8 è possibile scegliere 4 differenti formati video,ma mi raccomando scegliete il formato 720p di default altrimenti vi ritrovate con video da 5 GB,come è successo a me al primo utilizzo, che nel dubbio fra le varie opzioni ho scelto il full HD 1080!
Da non sottovalutare la possibilità di poter collegare un microfono esterno per entrambe, negli ambienti affollati è necessario.
Kodak prevede la presenza di un caricabatteria da muro e un cavo USB per il collegamento al pc/mac all’interno della confezione: se si rompe l’ingresso usb o se non avete un pc a portata di mano, è una gran comodità non previsto per la Flip Cam.
La Flip cam ha una memoria interna da 4GB per 60 minuti di riprese; mentre Kodak ha una memoria nterna limitata: la slot card va acquistata a parte : sono disponibili da un minimo di 8 fino ad un massimo di 32GB (io ne ho una da 8GB e ci sta un bel pò di roba).
L’elaborazione dei video o delle foto è automatica per entrambi i dispositivi grazie ad un veloce software autoistallante al primo collegamento della cam al pc/mac.
Scaricare i viedo e caricarli direttamente su Youtube è davvero velocissimo.
Quale preferisco?
Per comodità la Kodak Zi8 lo schermo più grande i tasti funzione sono piùergonomici.
Inoltre la possibilità di customizzare la capienza della memoria è un fattore non da poco.
Il design della Flip Cam? Insuperabile
Ultimamente la rete “è piena” di contenuti che scompaiono.
La scelta è ampia: si va da 3D nei social network ,ai post nei blog, (di cui i motivi nel post di Frieda ) ai gruppi di Facebook.
Una Case History abbastanza eclatante è quella del Gruppo di Facebook che, da Gruppo di sotegno e solidarietà all’Abbruzzo, è stato rinominato come gruppo di sostegno e incoraggiamento a Silvio Berlusconi e molte persone che il Premier non lo sostengono affatto, si sono trovate ad essere fan di questo gruppo.
Si sparge la voce, i giornali accennano all’accaduto e fra gli utenti inizia il tam-tam.
Io stessa pubblico sulla mia pagina un post di warning per i miei amici che, pur apertamente avversi allo schieramento politico del Premier, vedo fra i fan de gruppo.
Bene. Si fa per dire…
Ieri sera verso le 18 mi accorgo che il mio post di warning è “stranamente” scomparso dalla mia pagina di Facebook e l’url del gruppo rimanda ad un page not found (purtroppo non ho fatto screenshot!) però è rimasta traccia in Friend Feed
(almeno finoad oggi!) ma ho comiunicato la cosa sulla mia pagine e di questo ho traccia.
Molti miei amici che avevano come me condiviso la notizia, mi contattano per dire che anche loro non vedono più sul loro profilo il messaggio pubblicato per comunicare l’alert ai propri amici.
Oggi la pagina è “magicamente” ricomparsa.
E molte persone vi risultano ancora iscritte e alcune si stanno muovendo per sporgere denuncia.
A questo stato delle cose credo si possa parlare di rimozione dei contenuti volontarie e rimozioni occulte.
Ad ogni modo, tutto questo mi da occasione per ribadire alcune cose in cui credo fermamente:
La rete è libera (almeno fino adesso), ma ciò non vuol dire che si possa abusare di essa e appropriarsi de suoi contenuti.
La rete nasce come strumento democratico e tale vorremmo che restasse: chiudere la comunicazione bruscamente e concellare il contributo di tutti con un gesto unilaterale ed arbitrario, più che ad un dibattito in un contesto social fa pensare ad un comizio a reti unificate.
Gli utenti della rete sono persone e come tali hanno gli stessi pieni diritti e pari doveri di tutte le persone che popolano il mondo, semplicemente hanno maggiori opportunità.
Quindi prima di entrare in rete riflettiamo su quello che stiamo facendo e se quello che ci torna indietro non è esattamente quello che ci aspettavamo: non eliminiamo tutto con un colpo di spunga, ma cerchiamo di trarre dal parere discorde di un interlocutore un motivo in più di crescita e di confornto maturo e consapevole.
Oggi ho intevistato Stefano Godio aka @Stegodio Amministratore delegato di HoMedics Italy e responsabile dell’introduzione in Italia di #Powermat.
Ho girato @Stegodio le domande che alcuni utenti hanno rilasciato sulla pagina di Facebook su cui è collegato il profilo Twitter di Stegodio.
Il primo contatto è avvenuto su Skype e dopo, un pò di fine tuning di rito abbiamo iniziato l’intervista.
Ecco alcuni passaggi:
Stegodio è stato rapito dai 140 caratteri e ha “guadagnato” 7 followers in circa mezz’ora
Io mi sono divertita e spero la cosa sia torni utile agli utenti che hanno lasciato le domande in bacheca.
Organizzato in questo modo, il contenuto prodotto va a costiruire una risorsa di informazioni permanente e di veloce consultazione, per chi cerca degli approfondimenti su questo argomento in rete ( e circa qualunque argomento catalogato o che si voglia catalogare con #tag,ovvio!).
Internet candidato a premio Nobel 2010 per la pace.
L’avreste mai detto?
Fino a qualche anno fa no, di certo.
Eppure le evoluzioni e gli sviluppi delle reti sociali sul web, e il ruolo fondamentale che i canali sociali hanno giocato lo scorso anno e continuano a giocare, nella lotta per la diffusione di una informazione libera e accessibile rendono questo progetto estremamente concreto.
Credo che sostenere questa iniziativa sia un atto dovuto.
Oggi prenderò parte insieme ad altri blogger di cui conosco solo Michele personalmente, ad una tavola rotonda “Parla il consumatore,fermati e ascolta”all’interno dell’Ethic Award organizzatio da GDOweek . Ethic Award è il premio che viene assegnato alle aziende che si sono impegnate dal 2007 ad oggi in progetti che hanno come denominatore comune la ecosostenibilità.
Ad invitarmi Vittoria Moroni e Cristina Lazzati, l’intento è quello di costituire un confronto con gli imprenditori presenti e degli utenti (che saremmo noi blogger ) in veste di consumotori attivi.
Spero sia un confronto interessante e vivace e che si possa creare l’opportunità di nuovi spunti.
L’appuntamento è alle 15.00 presso la sede de Il sole 24 ore.
Eccomi anch’io a parlare del “fenomeno” Powermat:il sistema di alimentazione ad induzione magnetica che ha fatto, sta facendo e farà parlare molto di se.
Ho sentito parlare di Powermat già tempo fa, prima che arrivasse nel Belpaesone nostrano,
ho approfondito anche tramite alle news trovate sulla fan page Italiana su Facebook.
Ho letto e mi sono documentata perchè, come altri mi sono molto incuriosita sul prodotto.
E poi l’ho incontrato
Veniamo al dunque:
Powermat (lo spiego per chi dovesse essere a digiuno di info) è un sistema di ricarica di devices elettronici di ultima,ma anche di penultima generazione che consente di alimentare e ricaricare i nostri “elettromestici” preferiti senza passsare dai caricabatterie tradizionali.
In che senso?
Nel senso che la base Powermat da la carica a smartphones, laptop, videocamere, macchine fotografiche senza bisogno di avere i cavi di alimentazione a disposizione.
Il claim della campagna di lancio del prodotto in Italia è,infatti:
“Powermat basta fili!”
e qui il gioco si fa serio.
In realtà il prodotto distribuito in Italia uno-due fili ce li ha:uno che collega la base all’alimentaore e uno per caricare i devices che sono provvisti di guscio adattatore (attualmente iPhone/Blackberry/NintendoDS); l’altro è quello di Powercube (un adattatore dotato di tutti i vari ingressi dei dispositivi) che è necessario per ricaricare dispositivi che non siano i 3 citati prima.
Chedifferenza c’è?
La differenza è che invece di portarti dietro 3-4 King Cord ti porti dietro solo un cavo con gli adattatori che ti servono oppure se il dispositivo è uno di quelli per cui è disponibile il guscio con copribatteria.
La base da sola non funziona: necessita del Powercube o del guscio adattatore.
Ovvero?
Powermat funziona appoggiando il device sulla base di ricarica,ma per far si che la ricarica avvenga fra la mattonella a il vostro iPhone deve esserci un accumulatore che commuti l’energia indotta e la tramuti in carica.
Negli States la tecnologia Powermat è applicata in modo molto più esteso rispetto a quanto è arrivato in Italia e forse guardare alle alle applicazioni avanzate di questa nuova tecnologia,aiuta ad evitare di arrivare a frettolose conclusioni del tipo: “è una sola!”.
Avete visto il video?
Beh,onestamente, l’idea del tavolo da cucina che alimenta gli elttrodomestici fa un pò “I Jetsons” però effettivamente l’idea di un unico sistema che alimenta tutti gli elttrodomestici di casa non è male.
Soprattutto se pensiamo che la carica tramite Powermat sia più efficace del 20-30% rispetto ad una carica tradizionale e quindi mette a posto anche l’attualissimo tema dell’ecosostenibilità che preoccupa un pò tutti ultimamente.
Ed eccomi qui, a scrivere del primo camp che ho organizzato nella mia vita.
Ancora non mi sembra vero poter dire “Ho organizzato un Bar Camp” eppure credo di poterlo affermare.
Beh, la sensazione non ha paragoni.
Ricordo quando abbiamo per la prima volta realizzato l’idea “Facciamo un Camp!” sembrava una cosa astratta,impossibile e invece eccomi qui a scrievre il resoconto della giornata.
Dunque i lavori sono iniziati a rilento in perfetto stile Bolognese.
I gadegt sono arrivati puntualissimi con il corriere espresso,lo sponsor ha allestito un bellissimo corner…
Gli speech:tantissimi e interessantissimi,io mi sono fatta prendere un pò dall’emozione come da copione,ma sono fatta così,parlare in pubblico mi emoziona sempre.
Un particolare grazie ad Urban Center per averci ospitato IWA per averci patrocinato e Kodak per aver supportato l’iniziativa a per averci messo a disposizione 10 smart cam Zi8 e Zx1 con cui abbiamo potuto riprendere tutti gli speech,che stiamo caricando man mano, senza doverci preoccupare di svuotare la memory stick oppure della ricarica della batteria.
Gli speech si sono susseguiti e hanno lasciato spazio al dibattito fra i presenti.
La cosa che più mi rende fiera della squadra è stata la perfetta riuscita della veicolazione delle informazioni in realtime attraverso la rete social (bravi ragazzi!).
Questo camp mi ha dato l’opportunità di conoscere molte persone con cui ho scambiato dei punti di vista interessanti in particolare Massimo Giordani e Massimiliano Navacchia,Luigi Bertuzzi (ciaspole e web: facciamolo!).
Che dire? Bello avere l’opportunità di scambiare così tante opinioni e allo stesso tempo, di avere la possibilità di apprendere tante nuove nozioni in un modo così morbido e interattivo.
Eventi così mi hanno sempre affascinato. Dei camp, non-conferenze e degli eventi informali,mi affascina e mi entusiasma l’approccio rilassato, con cui si affrontano tematiche tecniche e con cui si intrecciano relazioni professionali e personali importanti,che in altri contesti sarebbero meno spontanei.
Lo User Camp è stata una bellissima giornata conclusasi con uno spritz in Piazza Maggiore e una pizzata sotto portico.
Allora sono arivata in ritardissimo causa traffico pazzesco. Ero bloccata in macchina che mi dannavo presa da mille ansie e chiamavo tutte a ripetizione. Le preoccupazioni più disparate mi assalivano ciclicamente.
Fra peripezie urbane e repentini cambi di rotta, percorrendo itenerari improvvisati, sono arrivvata e sono stata felicissima di trovare al mio arrivo tutti sorridenti, rilassati e organizzatissimi.
BRAVI!!!
In primo luogo Marco Croella, ha organizzato e gestito il suo corner in piena autonomia:grande!
Antonella, Cecilia,Simona, Daniela LDC e la nostra splendida new entry Mariella, avevano la situazione in pugno e tenevano banco senza problemi.
Menzione particolare va a Daniella_Elle: che ci ha regalato “la sua prima volta” cimentandosi in uno speech in cui ci ha parlato della sua esperienza di promozione on line di un libro. Francesca Casadei ci ha svelato i suoi trucchi, condividendo la sua esperienza: da come è nato il suo e-book a come si è evoluto e come è riuscita a raggiungere i risultati che ha realizzato, prospettandoci anche i suoi next step!
I trucchi di una Digital Strategist
Antonella che ci ha presentato il progetto Paperless Democracy di Simplicissimus Book Farm.
E poi la Dani LDC con i suoi reading…
E i premi messi in palio grazie a Simplicissimus, [mini]marketing e Delymyth.
Insomma una bella sinergia che ha fatto si che questo appuntamento sotto le due torri si trasformasse in una bellissima serata fatta di temi interessanti, piacevoli chiacchiere in compagnia di amici e di nuove conoscenze.