Feeds:
Posts
Comments

Oggi Youtube compie 5 anni…pensavate fosse più vecchio,vero?
:)
Solo 5 anni fa questo video primo venne caricato sulla piattaforma dai suoi fondatori.
Da allora vennero caricati migliaia di video in un anno, finchè Youtube non venne acquistato da Google ed il resto è storia :)

Si parla molto in questo periodo di augmented reality, soprattutto in relazione alle applicazioni relative all’ ADV e al mobile marketing.

Questo video mostra come funziona  Look Tel: una applicazione di mobile scanning che attraverso un sitema di tag recognition system riesce a dotare l’utente  di un paio di occhi virtuali.

Come?

Look Tel è in grado di leggere i codici tramite cui sono taggati oggetti e luoghi tipico delle aplicazioni AR; in più consente di taggare gli oggetti di uso domestico in modo che siano riconoscibili ad una persona non vedente.

Look Tel permette inoltre, tramite il sistema di Optical Caracter Recognition di scannerizzare facilmente un contenuto testuale riproducendone il contenuto in sonoro.

Le nuove tecnologie facilitano e migliorano la vita, non isolano l’individuo come molti vorrebbero far credere.

via mobile health news

Orbitare in Gravity


E’ da poche ore che, grazie a Stered orbito in Gravity
Nuovo social network strutturato per “Pianeti di interesse”.
Non mi oriento ancora bene,ma a primo acchitto è un pò come avere tante room di freindfeed organizzate per argomenti, più accessibili e facilmente ricercabili.
Efficace e gradevole  il promo.

Vi saprò dire :)

Fratello dove sei?!!

friendfeed is down…dove siete?! :)

Questo post arriva molto in ritardo…era in bozze da tempo…ma ad ogni modo lo ripesco volentieri :)

La mia lovestory con #buzz è durata poco più di mezza giornata.
Come per molti le mie aspettative erano alte, forse troppo.
Ad ogni modo #buzz si è attivato in automatico e la sua icona colorata si è posizionata nella sidebar a sinistra di Gmail.

Dopo i primi passi e una breve esplorazione, sembra che Buzz sia una sorta di baracchino che ti spara nell’etere e ti connette con il primo che passa.

Dopo un paio d’ore dall’attivazione, infatti,  trovo una sfilza di sconosciuti cui a mala pena avevo iviato una mail chissà quanto tempo fa, fra i miei followers senza che mi fosse arrivata neanche una notifica.

Inizio a cercare fra le impostazioni per filtrare gli accessi al mio profilo, cerco come posso settare la privacy in qulache modo.

Cerco aiuto in Friendfeed e trovo numerosi topic di amici che lamentano le mie stasse perplessità.

Intanto i followers sconosciuti continuano a crescere e io continuo a cercare un punto in cui effetture il tanto desiderato #turnoff.

Poi arriva Candy e mi scrive su skype come trovare il tasto di disattivazione di Buzz.

“Si trova in fondo,in fondo alla pagina lì di fianco ai credits!!”

Eccolo!!!

Quindi?

Per il momento #buzz resta in #turnoff.

Troppo poco safety per l’utente e la propria privacy.

Non trovo che #buzz abbia dei particolari skylls per aggiungerlo alla mia “filiera social”.

Inntanto i #turnoff si sono diffusi e Google sembra aver preso coscienza della cosa.

Qui il post in cui Google prende atto delle cose che non vanno grazie proprio ai feedback degli utenti.

E di seguito i suggerimenti per migliorare la ‘performance del prodotto.

Vedremo :)

Evoluzione ed approfondimenti tramite  friendfeed da Lawrence

In un periodo in cui arrivano super tablet, super phone non poteva mancare il Supersocialnetwork!:)

Mentre molti ancora si chiedono “Che fine abbia fatto Google Wawe?”: resterà un beta, si evolverà?

Dopo un rumore pazzesco creato fra tutti gli heavy user del globo, Wawe viene scalzato dall’annuncio di Google Buzz il social hub che  andrà a raccordare tuttii tools di Google e i principali social network.

Bene, eadesso scatterà la caccia all’invito come per wawe?! :)
Pronti all’ assalto :) !

Martedì scorso ho avuto l’occasione di confrontarmi in aula con gli studenti del Politecnico. Grazie all’invito di Sissi Semprini io e Cecilia abbiamo partecipato ad una lezione del master in Brand Communication che si tiene al Polidesign di Milano.

Ho deciso senza esitare che avrei presentato un How To. Ricordo bene che quando a frequantare i master post laurea (ben 2!) ero io,dopo ore ed ore d’aula, ero ansiosa di incotrare persone che svolgevano in concreto quello che per me era solo teoria.

Ascoltare il racconto di case study di successo, proferito da chi le aveva poste in essere, era un pò come respirare l’aria del mondo dei creativi, delle agenzie, della campagne pubblicitarie che da sempre mi hanno affascinato.

Bene non proprio sicura di infondere lo stesso trasporto negli studenti, ho preparato la mia presentazione, easy,morbida e il più semplice possibile.

Ho sempre pensato che la formazione, debba divertire,incuriosire e stimolare chi ascolta. La curiosità è un bene prezioso che va nutrito: se non fossi stata curiosa mi sarei fermata alla laurea in giurisprudenza!

Anyway ecco la mi presentazione che per ovvie ragioni, ho dovuto ripulire dalle case history che ho presentao ai ragazzi.

La lezione si è svolta in modo fluido.
Ha aperto Sissi che ha fatto un excursus interessantissimo sullePR (RP anzi!) come sono nate,come si sono evolute e come sono cambiati gli scenari.

Sissi ha poi dato alcuni tips che un buon PR non può ignorare.
Subito dopo Cecilia ha illustrato come si è evoluto lo scenaio, come sono cambiate le richieste delle aziende e cosa si aspettano le aziende dalle Pr digitali.
Ecco la sua presentazione.

Poi sono arrivata io che ho chiuso mostrando ai ragazzi cosa succede nella pratica,come si construisce un progetto di comunicazione digitale,quali sono i fattori fondamentali e come si inseriscono nel flusso del processo creativo e strategico.

Una bellissima esperienza, fare lezione in aula è una emozione forte.

Avere tutti quegli occhi puntati addoso, e rivedersi in quelle facce, alcune attente,altre sognati, altre annoiate…bello!

E’ da più di un pò  che me le porto sempre in giro e le ho entrambe testate sia come videocamere che come macchine fotografiche.

Sto parlando di due  smart cam Zi8 Kodak e Flip Cam  Ultra Hd

Zi8 è una compatta,ma non troppo,che vuol dire?

Rispetto alla Flip cam è di certo più voluminosa,ma questo non è sempre un minus: il volume rende l’oggetto più reperibile all’interno della mia borsa-bazar,mentre dal punto di vista tecnico rende possibile disporre di uno schermo più grande quindi più comoda.

Certo nella Flip cam cromata ti puoi specchiare, dettaglio non trascurabile per una geek girl ;)

Ma la batteria della Zi8 dura di più.

Nella Zi8 è possibile scegliere 4 differenti formati video,ma mi raccomando scegliete il formato 720p di default altrimenti vi ritrovate con video da 5 GB,come è successo a me al primo utilizzo, che nel dubbio fra le varie opzioni ho scelto il full HD 1080!
Da non sottovalutare la possibilità di poter collegare un microfono esterno per entrambe, negli ambienti affollati è necessario.
Kodak prevede la presenza di un caricabatteria da muro e un cavo USB per il collegamento al pc/mac all’interno della confezione: se si rompe l’ingresso usb o se non avete un pc a portata di mano, è una gran comodità non previsto per la Flip Cam.

La Flip cam ha una memoria interna da 4GB per 60 minuti di riprese; mentre Kodak ha una memoria nterna limitata: la slot card va acquistata a parte : sono disponibili da un minimo di 8 fino ad un massimo di 32GB (io ne ho una da 8GB e ci sta un bel pò di roba).

L’elaborazione dei video o delle foto è automatica per entrambi i dispositivi grazie ad un veloce software autoistallante al primo collegamento della cam al pc/mac.
Scaricare i viedo e caricarli direttamente su Youtube è davvero velocissimo.

Quale preferisco?
Per comodità la Kodak Zi8 lo schermo più grande i tasti funzione sono piùergonomici.
Inoltre la possibilità di customizzare la capienza della memoria è un fattore non da poco.
Il design della Flip Cam? Insuperabile :)

Ultimamente la rete “è piena” di contenuti che scompaiono.

La scelta è ampia: si va da 3D nei  social network ,ai post nei blog, (di cui i motivi nel post di Frieda ) ai gruppi di Facebook.
Una Case History abbastanza eclatante è quella del Gruppo di Facebook che, da Gruppo di sotegno e solidarietà all’Abbruzzo, è stato rinominato come gruppo di sostegno e incoraggiamento a Silvio Berlusconi e molte persone che il Premier non lo sostengono affatto, si sono trovate ad essere fan di questo gruppo.
Si sparge la voce, i giornali accennano all’accaduto e fra gli utenti inizia il tam-tam.

Io stessa pubblico sulla mia pagina un post di warning per i miei amici che, pur  apertamente avversi allo schieramento politico del Premier,  vedo fra i fan de gruppo.

Bene. Si fa per dire…

Ieri sera verso le 18 mi accorgo che il mio post di warning è “stranamente” scomparso dalla mia pagina di Facebook e l’url del gruppo rimanda ad un page not found (purtroppo non ho fatto screenshot!) però è rimasta traccia in Friend Feed

(almeno finoad oggi!) ma ho comiunicato la cosa sulla mia pagine e di questo ho traccia.

Molti miei amici che avevano come me condiviso la notizia, mi contattano per dire che anche loro non vedono più sul loro profilo il messaggio pubblicato per comunicare l’alert ai propri amici.
Oggi la pagina è “magicamente” ricomparsa.
E molte persone vi risultano ancora iscritte e alcune si stanno muovendo per sporgere denuncia.

A questo stato delle cose credo si possa parlare di rimozione dei contenuti volontarie e rimozioni occulte.

Ad ogni modo, tutto questo mi da occasione per ribadire alcune cose in cui credo fermamente:

  1. La rete è libera (almeno fino adesso), ma ciò non vuol dire che si possa abusare di essa e appropriarsi de suoi contenuti.
  2. La rete nasce come strumento democratico e tale vorremmo che restasse: chiudere la comunicazione bruscamente e concellare il contributo di tutti con un gesto unilaterale ed arbitrario, più che ad un dibattito in un contesto social fa pensare ad un comizio a reti unificate.
  3. Gli utenti della rete sono persone e come tali hanno gli stessi pieni diritti e pari doveri di tutte le persone che popolano il mondo, semplicemente hanno maggiori opportunità.

Quindi prima di entrare in rete riflettiamo su quello che stiamo facendo e se quello che ci torna indietro non è esattamente quello che ci aspettavamo: non eliminiamo tutto con un colpo di spunga, ma cerchiamo di trarre dal parere discorde di un interlocutore un motivo in più di crescita e di confornto maturo e consapevole.

Older Posts »

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.